E’ proprio vero che non bisogna mai avere fretta. Stavo per spegnere il tv, annoiato da quello che sembrava l’ennesimo, scontato, film su una coppia in crisi, con il marito artista che ha perso la vena e la moglie trascurata, quando le cose sono cambiate all’improvviso. Ne è risultato non certo un capolavoro ma comunque un film guardabile almeno fino alla fine. Altro non racconto, per non rovinare quel poco di sorpresa che riserva. Film teatrale, si svolge quasi tutto in una stanza con cinque personaggi, con qualche scadimento nel melenso e nello strappalacrime. Il sopravvalutato Yukisada Isao, dopo il significativo “Go” e il blockbuster “Sekai no chuushin de, ai wo sakebu”continua a non trovare la misura. Buona prova d’attori. In particolare, Ishibashi Renji, visto in decine di film di yakuza o polizieschi, è delizioso nei panni di un anziano travestito.
Visualizzazione post con etichetta Cinema giapponese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema giapponese. Mostra tutti i post
lunedì 27 settembre 2010
Kondo wa aisaika (今度は愛妻家)
Kondo wa aisaika (今度は愛妻家, Un buon marito), di Yukisada Isao, Giappone, 2009, con Toyokawa Etsushi, Yakushimaru Hiroko, Mizukawa Asami, Ishibashii Renji. – Punteggio 1,5/5
martedì 21 settembre 2010
Muboubi (無防備)
Muboubi (無防備, Senza difesa), di Masahide Ichii, Giappone, 2008, con Ayako Moriya, Sanae Konno. – Punteggio 3,5/5
Una piccola azienda isolata nella campagna giapponese, poche lavoratrici donne, il suono delle cicale, atmosfera rarefatta. Arriva una nuova dipendente, incinta. La responsabile incaricata di istruirla ricorda che anche lei era incinta ma ha perso il figlio in un incidente d’auto. Da allora non è più salita su un auto, i rapporti con il marito si sono ibernati, la sua vita si è spenta. Il rapporto con la nuova dipendente è un misto di odio e affetto, in un crescendo drammatico che la porta sull’orlo del suicidio e al risollevamento finale, quando salva la giovane donna che sta per partorire in mezzo alla campagna.
Storia di un trauma e del suo drammatico superamento, di una gravidanza perduta e di un’altra gravidanza ritrovata, dell’amicizia solidale di due donne in un mondo in cui gli uomini sono assenti. Un film toccante nella sua sofferta essenzialità, pervaso di purezza e compassione quasi religiosi. Inquadrature mai banali e primi piani accurati riescono talvolta a sostituirsi al linguaggio verbale. Ayako Moriya, una attrice da seguire.
PIA Film Festival 2008 – Grand Prize, Technical Achievement Award, GyaO Award
Pusan International Film Festival 2008 – New Currents Award
Bradford International Film Festival 2009, Toronto Shinsedai Festival 2009, Berlinale 2009, Nippon Connection 2009, Alba Film Festival 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)
