lunedì 10 gennaio 2011

Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese

Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese, di Stephen Frears, con Gemma Arterton, Roger Allam, Bill Camp, Dominic Cooper, Luke Evans - Gran Bretagna, 2010. 
Punteggio ★★   

Pur consapevole di cadere nel banale, mi viene da dire: tipica commedia inglese. E cioè: teatrale, garbata, arguta, pimpante, con molte citazioni letterarie, non volgare, leggermente noiosa. Forse ho dimenticato qualche ingrediente ma più o meno questo è il menu. Tratto da un romanzo a fumetti di successo, il film si lascia guardare ma non coinvolge; i personaggi sono divertenti ma non interessanti. Stephen Frears ha fatto di meglio.
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sabato 8 gennaio 2011

Hereafter


Hereafter, di Clint Eastwood, con Matt Damon, Cécile De France, George McLaren - USA, 2010 
Punteggio ★★★1/2   

Una donna sfiora la morte durante uno tsunami, un ragazzino vede la morte portargli via la persona a lui più cara, un uomo dotato di una sensibilità particolare riesce a sentire la presenza della morte nelle persone che incontra. Tre vicende, separate e diverse, che lentamente, per effetto delle giravolte del destino, iniziano a convergere fino a incontrarsi. Tre storie che hanno come denominatore comune la morte.
Quella che descrive Eastwood non è la morte come fine, buio, orrore. E' piuttosto una morte intesa come privazione della vita, una morte "vissuta" e descritta dalla parte dei vivi. E il suo è un film sulla vita, una pacata, concreta, necessaria esortazione a vivere.
La narrazione è notevolmente fluida e sobria, con poche sbavature (fra queste, il finale). Nonostante un certo schematismo tipico di Eastwood, la costruzione è mirabile, soprattutto per come le vite dei tre protagonisti si muovano impercettibilmente verso un unico punto nel corso degli eventi. 
Matt Damon si conferma un attore maturo di notevole caratura. Cécile De France è una sconvolgente sorpresa: bellezza femminile europea ai suoi massimi, umana e sensuale al contempo.

lunedì 3 gennaio 2011

Pensierini - Qualcosa rimane

" E' molto facile, nell'Italia di questi anni forse più che in altre epoche, diventare misantropi, in particolare nei confronti di ... noi stessi, degli italiani in mezzo ai quali ci siamo mossi, con i quali abbiamo avuto a che fare, a scontrarci in questi ultimi decenni. E' una tentazione da cui difendersi, e i cui contrappesi sono stati per fortuna molti: la presenza, su e giù per lo stivale, di tantissime "persone di buona volontà" che hanno saputo non corrompersi e, nel loro piccolo, fare cose decorose e resistere a quelle idiote o malvagie (...).
Ogni giorno o quasi, ai margini della politica e della cultura dominanti e a volte persino in casi isolati e transitori all'interno della politica, è possibile trovare esili ragioni di speranza, o meglio, di non disperazione. Sulla possibilità di una rinascita convincente della sinistra italiana, non mi pare si possano nutrire al momento grandi speranze, ma il quadro cambia se si passa alla cultura, o meglio alle arti, dove nonostante, qualcosa rimane.
Nonostante, per esempio, la pletora dei "clientes" (che si sono detti negli anni passati e si dicono ancora "di sinistra", e ci hanno marciato) e la massa degli sprovveduti male o niente alfabetizzati dalle università, perciò facilmente manipolabili, untuosi e presuntuosi, capita spesso e spessissimo di scoprire romanzi film (non la fiction alla romana) poesie teatro musica fumetti di livello buono e alto, artisti degnissimi che in contesti migliori potrebbero dare ancora di più, ma che è già consolante esistano e operino. "

Goffredo Fofi, "La domenica degli italiani", L'Unità, 21 novembre 2010
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venerdì 31 dicembre 2010

Il nascondiglio

Il nascondiglio, di Pupi Avati, con Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young, Treat Williams, Yvonne Sciò, Sydne Rome, Angela Goodwin - Italia, 2007. 
Punteggio ★★  

Pupi Avati torna ai suoi primi amori, l'horror e l'America, con questa vicenda di una casa maledetta e una protagonista ignara che va ad abitarci. La storia è scontata ma è la dimostrazione che un bravo regista riesce a catturare l'attenzione senza effetti speciali e con qualunque materiale. Così è per Avati, che ci coinvolge e si fa seguire fino al finale (in)atteso.
Opportuna la scelta come protagonista di Laura Morante, portatrice di un'immagine di donna nevrotica al limite dell'insopportabilità (peggio di lei c'è solo Margherita Buy) ma che proprio per questo si rivela (involontariamente) adatta alla parte. Intorno a lei, una serie di comprimari che ricordano altre epoche gloriose del cinema: Rita Tushingam, Burt Kennedy, Treat Williams, Sidney Rome, Angela Goodwin.
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giovedì 30 dicembre 2010

Manuale d'amore

Manuale d'amore. di Giovanni Veronesi. Con Carlo Verdone, Sergio Rubini, Margherita Buy, Luciana Littizzetto, Jasmine Trinca - Italia, 2005. 
Punteggio ★1/2   

Quattro episodi non connessi tra di loro - innamoramento, crisi, tradimento, abbandono - vorrebbero rappresentare casistiche ricorrenti delle dinamiche amorose. Piatti, banali, scontati, non insegnano, non divertono.
Tanti attori famosi, poche le interpretazioni valide. Fra queste ultime svetta la prova di Rubini; dignitosi Verdone e Littizzetto; insopportabile cucciolone-Muccino.

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mercoledì 29 dicembre 2010

Benvenuti al sud

Benvenuti al sud, di Luca Miniero. Con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone - Italia, 2010. 
Punteggio ★★1/2

Fedele riproposizione di Giù al nord, con un tocco di colore/calore mediterraneo in più. I fuochi artificiali notturni al posto delle campane sono più suggestivi.
La storia del direttore delle poste lombardo che viene trasferito al sud e parte con il terrore di finire nella terra dei selvaggi mafiosi è divertente, così come sono divertenti alcune prese in giro della "cultura" leghista, dalle "Rondinelle" (le ronde delle signore) all'Accademia del Gorgonzola.
Bisio molto bravo nella parte. L'antipatia naturale di Finocchiaro è messa una volta tanto al servizio del ruolo che interpreta. Valentina Lodovini buon esempio di attrice italiana capace e piacevole.
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martedì 28 dicembre 2010

La bellezza del somaro


La bellezza del somaro, di Sergio Castellitto. Con Sergio Castellitto, Laura Morante, Enzo Jannacci, Marco Giallini, Barbora Bobulova - Italia, 2010. 
Punteggio ★1/2   

C'è chi lo ha definito il cinepattone di sinistra. Ma lo fosse, almeno, un cinepanettone! Invece, niente, centosette minuti di patemi verbali fra genitori e figli, mariti e mogli, mariti e amanti, analisti e pazienti.
Una coppia di borghesi cinquantenni che si ritengono progressisti e democratici viene messa in difficoltà dallo scoprire che la figlia diciassettenne ha un fidanzato settantenne. Intorno a loro, nella grande casa di campagna, si riuniscono altre famiglie anafettive-sfasciate-alternative-originali, altri figli sbandati-fumati-insicuri-saggi. Il tutto condito da quello che vorrebbe essere un tocco di allegra eccentricità per arrivare al gran finale liberatorio. Il risultato è talmente imbarazzante che la scelta del titolo si rivela così un'estrema manifestazione del narcisismo del regista.

Il film ha però anche alcuni aspetti positivi, nel senso che risolve un paio di dubbi che mi portavo dietro  da tempo. Il primo è ho capito che le attrici cosiddette "di sinistra", qua la Morante, in altri film la Buy o ancora la Golino, sono proprio insopportabili sia come attrici che come immagine di donne. Il secondo è la conferma che la Mazzantini non è una scrittrice in senso proprio. Il dubbio mi era venuto quando non ero riuscito ad arrivare alla fine di "Venuto al mondo"; dopo aver visto che è lei ad aver firmato soggetto e sceneggiatura di questo film, ho capito che il mio sospetto era più che fondato.
Opportunamente, viene ricordato nei titoli di coda che il film è considerato opera di interesse culturale dal Ministero per i beni e le attività culturali.